La Calabria è la regione italiana che ha subito la maggiore riduzione dei posti letto ospedalieri negli ultimi trent’anni. È il dato più pesante emerso dall’audizione dell’Istat davanti alla Commissione Affari Sociali della Camera sull’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sulla capacità delle Regioni di garantire le prestazioni sanitarie.Nel quadro nazionale, tra il 1996 e il 2023, i posti letto ospedalieri sono passati da 358.309 a 176.317, con una riduzione superiore al 50%. Ma il dato calabrese è ancora più marcato: la contrazione ha raggiunto il 61,2%, la percentuale più alta tra tutte le regioni italiane.

La Calabria paga il prezzo più alto dei tagli

Secondo i dati illustrati dall’Istat, il calo dei posti letto ha interessato soprattutto il sistema pubblico, che a livello nazionale ha registrato una riduzione del 53,7%, mentre nelle strutture private accreditate la diminuzione si è attestata al 38,4%.La Calabria emerge dunque come il territorio dove la riduzione dell’offerta ospedaliera è stata più drastica, in un contesto già segnato da storiche difficoltà organizzative, mobilità sanitaria verso altre regioni e carenze strutturali.

Medici di base in diminuzione e personale sempre più anziano