È l’Irlanda la prima nazione europea a vietare l’importazione di beni dalle colonie israeliane illegali a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. A stabilirlo è una legge approvata martedì 7 luglio dalla Camera del parlamento irlandese: per la sua entrata in vigore manca solo la discussione in Senato, ma l'obiettivo del governo è completare il percorso legislativo prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. Il provvedimento era stato presentato dal governo di centrodestra irlandese già dal 2025.La misura avrà soprattutto un valore politico e simbolico. Gli scambi commerciali tra l’Irlanda e le colonie israeliane sono di fatto già molto limitati: tra il 2020 e il 2024 le importazioni hanno avuto un valore inferiore al milione di euro e hanno riguardato principalmente prodotti agricoli e legname. Il testo prende le mosse già dal parere consultivo emesso nel luglio del 2024 dalla Corte internazionale di giustizia, secondo cui gli Stati hanno l'obbligo di evitare rapporti economici che contribuiscano al mantenimento della situazione creata dall'occupazione israeliana dei territori palestinesi. Il divieto riguarda esclusivamente i beni destinati al commercio e non si applica agli oggetti trasportati nel bagaglio personale dei viaggiatori per uso privato. Il governo ha scelto di delimitare il divieto grazie ai sistemi già utilizzati dall'Unione Europea per distinguere i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani, in particolare attraverso i codici postali. Il dibattito parlamentare ha aperto il confronto proprio sull'estensione e sulla formulazione giuridica del divieto. Alcuni deputati dell'opposizione di sinistra hanno infatti chiesto di inserire direttamente nella legge una definizione di “insediamento illegale”, sostenendo che avrebbe garantito maggiore certezza nell'applicazione della norma. Le stesse forze di sinistra hanno poi criticato il provvedimento perché limitato ai beni materiali e non esteso ai servizi come quelli turistici, tecnologici e finanziari che - sottolineano i deputati - hanno un valore superiore a quello delle merci importate. L’emendamento in merito è stato bocciato.Non è la prima presa di posizione del governo irlandese contro le politiche di dominio israeliane. Già nel 2024 Dublino aveva riconosciuto lo Stato di Palestina mentre nel 2025 si è unita all'iniziativa del Sudafrica davanti alla Corte internazionale di giustizia contro Israele con l'accusa di genocidio.