Una città sospesa tra storia e futuro, dove la fragilità diventa forza creativa: Pozzuoli presenta al ministero della Cultura la candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. Un progetto che trasforma il bradisismo, fenomeno geologico che da millenni accompagna la vita della comunità flegrea, in una nuova visione culturale e internazionale.
POZZUOLI (NAPOLI) – Pozzuoli prova a trasformare la propria fragilità in una nuova idea di futuro. L’antica città flegrea si candida a diventare Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028 con il progetto “La Città delle fragilità creative”, un percorso che nasce dalla sua storia più profonda: quella di una terra viva, in continuo movimento, segnata dal fenomeno del bradisismo e dalla convivenza quotidiana con l’instabilità geologica.
Una condizione che per secoli è stata percepita come una minaccia, ma che oggi diventa il punto di partenza per una nuova narrazione culturale. «L’obiettivo centrale della proposta- spiega il sindaco Luigi Manzoni- è trasformare questa vulnerabilità in una risorsa culturale, civile e progettuale». Il dossier presentato al ministero della Cultura punta a fare di Pozzuoli un laboratorio internazionale dove arte e conoscenza si incontrano, dove il limite diventa possibilità e dove la fragilità non è più soltanto una condizione da gestire, ma una dimensione creativa da esplorare.






