di
Antonio Macaluso
UFO nasce come progetto custom. Al centro della sua identità c’è l’ellisse, elemento stilistico generatore dell’intero design, riconoscibile nella costruzione dei tre ponti e nella silhouette complessiva dello yacht
Al momento è solo un progetto – bello, nuovo, accattivante – che deve trovare un cantiere che lo trasformi in realtà. Si chiama UFO, come gli oggetti volanti non identificati, e il perché – a guardarlo – è ben chiaro: un concept 60 metri giocato su una struttura ellittica e nel quale non si riesce a trovare un angolo, uno spigolo neanche per sbaglio. «UFO – spiega al Corriere il designer Luciano Facchini - è un concept che ho disegnato insieme ad un team di giovani designer - Eduardo Silva Gaitan, Isabel Urbano e Michele Rosa - e si tratta di un progetto “aperto” nel senso che stiamo valutando diversi cantieri e aziende del settore che possono essere interessati ad entrare nel progetto. Mi piacerebbe, ovviamente, coinvolgere un cantiere Italiano, ma vediamo quali sviluppi ci saranno nelle prossime settimane, abbiamo appena iniziato a far vedere il progetto e già vedo un certo interesse».
Il designL’idea base di Facchini e del suo team, come si diceva, è quella di un design di nuova generazione, «in rottura con i soliti yacht tutto spigoli. Una forma che parte dall’ellisse, che caratterizza tutto il design, moderna, elegante, che riesce a coniugare estetica e funzionalità. Poi logicamente entra anche la parte dell’Interior design rivolta esclusivamente ad arredi di lusso ma completamente green. Come la propulsione, pensata in prospettiva per l’utilizzo dell’idrogeno. Insomma – chiarisce Facchini – Ufo è una “piattaforma” che si presta a una serie di evoluzioni davvero nuove. Vediamo se un cantiere vorrà distinguersi seguendo questa visione».






