Nel comunicato firmato da David Venturella, capo ad interim dell’Immigration and Customs Enforcement, è riportato che il conducente avrebbe “trasformato il suo veicolo in un’arma” e tentato di investire l’agente. Nessuna prova è stata fornita a sostegno di questa versione. Lo stesso che accadde con le morti di Good e Pretti: in quel caso furono i video girati sui social a sconfessare la versione dell’agenzia anti-migranti. L'ispettorato generale del Dipartimento di Sicurezza Usa ha aperto un'indagine e l'Fbi di Houston si occuperà della presunta aggressione all’agente federale. Secondo il figlio Ronaldo Salgado, il padre era uscito quella mattina per andare a lavorare in un cantiere edile con il fratello e altri due colleghi. “Stava cercando di ottenere i documenti nel modo giusto per mantenere la famiglia”, ha scritto su Facebook. “Mio padre non meritava questo”. Juan Proaño, direttore esecutivo dell’Unione di cittadini latini negli Stati Uniti, che è in contatto con la famiglia, ha precisato che Araujo era nel Paese da 35 anni e che al momento del fermo si stava appunto recando al cantiere. Ha definito la versione dell'Ice “una formula ricorrente” per giustificare queste casistiche. E ha chiesto un'indagine indipendente delle autorità locali: “Non ci fidiamo dell'Ice e non ci fidiamo dell'Fbi nell’essere sufficientemente responsabili e trasparenti su quello che è successo oggi”. Nella notte di martedì una trentina di persone si è radunata spontaneamente vicino al luogo della sparatoria a Houston per protestare. “Può capitare a chiunque. Potrebbe essere chiunque di noi”, ha detto Janie Torres, 59 anni, residente nel quartiere, unendosi alla folla. La Federazione delle comunità latine della zona ha organizzato una veglia per mercoledì sera. La deputata democratica di Houston, Sylvia Garcia, ha esortato a “un resoconto completo e trasparente” della sparatoria e ha chiesto che “tutte le riprese disponibili, le comunicazioni e le altre prove vengano preservate e esaminate nell'ambito di un'indagine piena e imparziale”. Il Texas Civil Rights Project ha denunciato l'uso della forza e chiesto un'indagine indipendente: “I nostri quartieri non sono campi di battaglia”.
L'Ice torna a uccidere, questa volta in Texas: gli agenti hanno sparato a Lorenzo Salgado Araujo, poi morto in ospedale. La deputata dem Torres: "Pretendiamo un resoconto trasparente"
Era negli Stati Uniti da 35 anni e, secondo la versione del figlio, si stava recando al cantiere in cui lavorava. Poi il fermo nel traffico e i colpi di pistola














