Il caso che ha coinvolto Francesco Renga, fatto scendere da un volo Ryanair prima del decollo dopo una presunta discussione con il personale di bordo, riporta l'attenzione su un tema spesso sottovalutato: in aereo il galateo non è soltanto una questione di buona educazione, ma anche di sicurezza. A oltre diecimila metri di quota, infatti, un comportamento aggressivo o non collaborativo può trasformarsi rapidamente in un problema operativo, tanto da costringere il comandante a interrompere il volo o a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Scopriamo di più sulle regole ad alta quota.
Chi ha l’autorità a bordo dell’aereo
Le compagnie aeree parlano ormai di ‘unruly passengers’, i passeggeri molesti. Una categoria che comprende non solo chi aggredisce verbalmente o fisicamente l'equipaggio, ma anche chi rifiuta di seguire le istruzioni di sicurezza, fuma in cabina, eccede con l'alcol, disturba gli altri viaggiatori o crea tensioni durante le operazioni di imbarco e decollo. Insomma, a molti di noi sarà capitato, almeno una volta, di condividere il volo con un personaggio del genere. Ad ogni modo, il principio è semplice: a bordo l'autorità del comandante è assoluta. Il personale di cabina agisce su sua delega e le istruzioni impartite dagli assistenti di volo non sono semplici consigli. Ignorarle può comportare lo sbarco immediato, la segnalazione alle autorità aeroportuali e, nei casi più gravi, conseguenze civili e penali.












