“La nostra posizione è molto chiara: la Groenlandia non è in vendita”. La premier della Danimarca Mette Frederiksen taglia corto e torna a replicare con fermezza alle affermazioni di Donald Trump che durante il vertice Nato di Ankara(ieri, 7 luglio), è tornato a rivendicare la volontà statunitense di mettere mano sull’isola appartenente al regno di Copenaghen. “Ci aspettiamo che si rispetti il diritto dei groenlandesi all'autodeterminazione, la nostra integrità territoriale, la nostra sovranità". Pronti a difendere militarmente la Groenlandia? "Noi siamo pronti a difendere ogni centimetro della Nato, incluso il nostro territorio. Una ragione per cui tanti anni fa è stata creata la Nato è che se qualcosa succede a uno di noi gli altri intervengono in suo aiuto. Noi - ha aggiunto - difenderemo il Regno di Danimarca". Poco dopo è lo stesso Trump - dall'incontro con il segretario Nato Mark Rutte - a tornare sul tema. "Parlerò delle questioni che ci stanno a cuore, la Groenlandia è un grande problema. Noi abbiamo speso più di mille miliardi in 10 anni per difendere i paesi Nato dalla Russia e in cambio siamo trattati ingiustamente. Sono molto arrabbiato con Nato, abbiamo pagato troppo". Un problema cui faceva cenno già ieri, 7 luglio, quando affermava che "la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, è importante per gli Usa". Trump ha colto l'occasione del vertice Nato per tracciare una linea diretta tra il dossier groenlandese e il deterioramento dei rapporti con l'Alleanza Atlantica, sostenendo, come ha fatto ieri, che l'isola "non aiuta la Danimarca" e accusando Copenaghen di non aver investito a sufficienza nel territorio artico. Non è la prima volta in cui Trump rivendica le proprie mire sulla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, e non sarà certo l'ultima: il presidente americano ne parla dal 2025, definendola essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La situazione è però precipitata all'inizio del 2026, quando Trump non aveva escluso l'uso della forza militare per acquisire l'isola e aveva minacciato dazi sulle merci europee se la Danimarca non avesse ceduto sulla questione.