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Sì, sono una delle migliaia di persone coinvolte nei disagi causati dall'eruzione dell'Etna. O, meglio, dalle risposte insufficienti a un'emergenza ricorrente e attesa, che richiederebbe precisi, e tempestivi, piani di reazione.

Avevo un biglietto Ancona-Catania, domenica sera. Ma dovevo arrivarci, ad Ancona, da Macerata (dal bel festival letterario Macerata Racconta), partendo considerevolmente prima. Pensavo che l'unico problema fosse, domenica, lo sciopero annunciato che doveva coinvolgere per ore lo scalo di Catania. Non sapevo che 'a Muntagna in persona si sarebbe accesa.L'emergenza comincia nel primo pomeriggio, e io, come migliaia di altri, continuo a compulsare il sito dell'operatore (dove, è domenica, puoi parlare al massimo coi bot), e il volo è dato per confermato, mentre da Catania arrivano notizie sempre più allarmanti. Il mio volo, sul sito dell'aeroporto, è dato per “schedulato”, in mezzo a una selva di cancellazioni. Poi, sparisce.

Nel frattempo, m'arrivano notizie di altri amici e colleghi nelle mie stesse condizioni, dai posti più disparati d'Italia. Tentare di partire o rinunciare? E' un tiro di dadi, come spesso accade a turisti e pendolari in preda alla confusione (e se l'emergenza è imprevedibile, la gestione dell'emergenza è tutta e solo rigorosa previsione che dovrebbe scattare in automatico). Scelgo di restare, e rinuncio a riprogrammare un volo per l'indomani: sarebbe bello sperare in uno sbuffo isolato, ma 'a Muntagna, lo sappiamo, non funziona così. Lei, almeno, è coerente...