HomeFirenzeCronacaIpnosi e risonanza magnetica: un supporto efficace per i pazienti claustrofobiciL’azienda ospedaliero universitaria di Careggi ha preso parte a uno studio dedicato all’impiego dell’ipnosi come tecnica di supporto nelle procedure diagnostiche di risonanza magnetica per pazienti affetti da claustrofobiaL'ospedale di CareggiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 19 febbraio 2026 – All’azienda ospedaliero-universitaria Careggi l’ipnosi entra nei percorsi diagnostici come supporto concreto per i pazienti claustrofobici chiamati a sottoporsi alla risonanza magnetica. Lo studio condotto dai professionisti della Neuroradiologia e dell’Anestesia e Rianimazione in Ortopedia descrive infatti l’utilizzo della tecnica ipnotica come approccio complementare – e in alcuni casi alternativo – alla sedazione farmacologica, con l’obiettivo di ridurre i farmaci impiegati, limitare i rischi di eventi avversi e migliorare il comfort durante l’esame.

Insomma, un esempio di innovazione clinica orientata all’umanizzazione delle cure e alla personalizzazione dei percorsi diagnostici.

La natura clinica dell’ipnosi

L’ipnosi terapeutica è riconosciuta in ambito scientifico già dagli anni Cinquanta e si caratterizza per uno stato di attenzione focalizzata, minore sensibilità agli stimoli esterni e maggiore risposta alle suggestioni. Non si tratta di sonno, ma di una vigilanza rilassata associata a modificazioni dell’attività cerebrale e a una migliore regolazione del sistema neurovegetativo. Queste condizioni consentono di modulare ansia, dolore e risposte fisiologiche allo stress, con applicazioni documentate in numerosi contesti clinici, dagli stati ansiosi al dolore acuto e cronico.