La fibra ottica non più soltanto come autostrada dei dati, ma come una lunga rete di sensori stesa sotto città, strade e territori. È questa la frontiera aperta dall’accordo tra Fibercop e Nokia, che hanno firmato un Memorandum of Understanding per sperimentare tecnologie capaci di trasformare la rete di accesso in fibra in una piattaforma di monitoraggio intelligente.

Il punto è semplice, almeno nell’ambizione: usare l’infrastruttura già posata non solo per far viaggiare informazioni, ma anche per capire che cosa accade attorno alla rete. Frane, caduta di alberi, lavori stradali, atti vandalici, vibrazioni, variazioni di temperatura, attività sismica, alluvioni, perdite o traffico: il fiber sensing punta a rilevare e localizzare eventi fisici attraverso l’analisi del segnale luminoso che percorre la fibra. L’intelligenza artificiale serve poi a interpretare quei segnali, distinguendo anomalie, stress meccanici o cambiamenti ambientali.

Per Fibercop, la società della rete controllata da un consorzio che fa capo a Kkr con il 37,8% e che all’interno ha anche il Mef al 16%, il tema è industriale prima ancora che tecnologico: aumentare l’affidabilità dell’infrastruttura, ridurre gli interventi sul campo, anticipare i guasti e aprire nuovi servizi di monitoraggio. «Questa collaborazione rappresenta un passo importante nell’evoluzione delle infrastrutture in fibra, che possono diventare sempre più intelligenti e capaci di fornire nuove informazioni utili per la loro gestione», ha dichiarato Stefano Paggi, chief technology & operations officer di Fibercop. «L’obiettivo è esplorare soluzioni che aiutino a rafforzare l’affidabilità della rete e ad aprire nuove possibilità applicative per sostenere l’economia».