di Patrizia Cardellini
Lo “Stabilicum” viene presentato come una legge di impianto proporzionale con un correttivo maggioritario. Ma qui sta il punto: una legge che distribuisce i seggi in proporzione ai voti e, allo stesso tempo, regala un premio fisso di maggioranza alla coalizione vincente è una forzatura del principio proporzionale, non il suo compimento. In un vero sistema proporzionale il baricentro sono le singole liste, non le coalizioni costruite a tavolino solo per superare la soglia del premio.
La retorica ufficiale ha un mantra: “stabilità”. Per giustificare il premio, si insiste sul fatto che il sistema resterebbe “proporzionale” e che la rappresentanza sarebbe garantita. Ma la proporzionalità, in questa riforma, serve soprattutto a misurare i rapporti di forza interni alla coalizione che prende il premio, così da poter poi fare il consueto mercato delle vacche: provvedimenti scambiati tra partiti in base agli equilibri interni, non in base ai bisogni dei cittadini. Meloni sta costruendo una gabbia intorno ai suoi alleati per farsi consegnare il potere in blocco. Fratelli d’Italia ha tre o quattro volte i voti dei principali alleati, eppure questi sembrano non accorgersi della trappola in cui si stanno infilando.






