HomeViareggioCronacaMiracolo in Cittadella? La distanza si accorcia. Una super presidenza fra lirica e coriandoliIl numero uno del Pucciniano sarebbe pronto a guidare anche il Carnevale. Si fanno sempre più insistenti le voci della doppia nomina per l’avvocato. Nei piani la “consulta delle tradizioni“ e il marchio “Made in Viareggio“. .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEra metà aprile, la campagna elettorale appena decollata, quando Miracolo si manifestò fra gli hangar. E esordendo al motto di "No carristi, no Carnevale", snocciolò in un video le proposte di Viareggio Democratica per il futuro della manifestazione: dal "Ritorno alle origini identitarie" alla "Canzone ufficiale affidata ad un viareggino". Un’inversione alla rotta della “sprovincializzazione“ tracciata dall’ex presidente Marialina Marcucci. Presto, molto presto, potrebbe tornare in Cittadella. Da presidente.

Già guida del Festival Pucciniano, Fabrizio Miracolo parrebbe infatti avviato verso il doppio incarico. Si fa sempre più concreta, secondo fonti vicine all’amministrazione, la possibilità che la sindaca Sara Grilli decida infatti di affidargli anche il timone della Fondazione Carnevale (con buona pace del Centrodestra che avrebbe voluto avere voce e spazio nel capitolo delle Fondazioni). Per scoprire se l’ipotesi che ormai circola con insistenza sia solo una suggestione alimentata dal chiacchiericcio, o la realtà, a questo punto basterà aspettare davvero poco. Perché tra oggi e domani, secondo i soliti (ben?) informati, la prima cittadina dovrebbe ufficializzare la nomina. Anche per svincolare la vecchia governance del Carnevale, a cui senza troppi convenevoli, sabato, a mezzo social, ha dato il benservito. Chiedendo pubblicamente ai membri del Cdi e del Cda di rassegnare le dimissioni. Di conseguenza tutti gli organismi – già decaduti con la conclusione del mandato amministrativo di Del Ghingaro, col Cda a cui era rimasta in carico, come da statuto della Fondazione, solo l’ordinaria amministrazione – hanno rimesso il mandato in blocco lasciando la Cittadella in un anomalo vuoto di gestione. Con diverse scadenze che incombono. Anche da qui l’esigenza di accorciare i tempi per le nuove nomine.