HomeModenaCronacaScontro sfiorato con la questura. I tormenti del sindaco MezzettiIl retroscena. La riflessione di lunedì rivela l’amarezza di ritrovarsi unico bersaglio delle critiche "Se le pattuglie ci sono, impieghiamole meglio. Se mancano chiediamone, tutti insieme, di più".Massimo MezzettiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCosa ha spinto il sindaco Massimo Mezzetti a sfiorare la collisione istituzionale chiamando in causa il questore sulla necessità di maggiori pattuglie in centro? Il mix tra lo scivolamento nelle posizioni di classifica di gradimento dei sindaci, la recente aggressione del 19enne in corso Canalgrande, l’inseguimento delle gang di un altro ragazzo in monopattino, riacutizza la frustrazione che prova il primo cittadino (e in generale i sindaci d’Italia) per il divario tra gli effettivi poteri di cui dispone e il grado di responsabilità che gli attribuiscono i cittadini sulla sicurezza ("alla fine le persone si rivolgono ai sindaci quando succedono queste cose, siamo noi che ci mettiamo la faccia", ripete Mezzetti quando si confronta in giunta e in maggioranza).

Di fronte alle paure dei residenti, il sindaco ha inteso far presente alla questura che forse il pur lodevole impegno per moltiplicare gli sforzi di presidio del territorio non viene ritenuto sufficiente dai cittadini. E non si tratta del solito appello ai palazzi romani perché aumentino gli organici visto che la competenza in queste materie è soprattutto dello Stato centrale laddove invece il sindaco può reagire ‘solo’ attraverso delle ordinanze. Non c’è neanche il consueto riferimento a una legislazione che non garantisce la certezza della pena mentre il dibattito si concentra sugli inasprimenti, sostanzialmente inutili se non vengono fatte rispettare le condanne. O meglio, ci sono anche questi elementi.