Iovino, D’adamo,. Collura, Andreotti, Colamussi, Stano, Lancellotti, Malaguti, VerriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’eccellenza della sanità. Succede a Cona dove gli staff chirurgici delle unità operative di Chirurgia d’urgenza e Chirurgia robotica e mininvasiva dell’apparato digerente, hanno portato a termine due complessi interventi, rimuovendo cistoadenomi mucinosi del pancreas che raggiungevano circa 30 centimetri di dimensioni. "In letteratura – spiegano dal polo ospedaliero – sono descritti casi con masse analoghe, ma non superiori ai 20 centimetri. Una situazione clinica che ha reso necessario un approccio chirurgico a cielo aperto".

I due interventi sono stati eseguiti su pazienti di 41 e 51 anni, entrambe dimesse con decorso postoperatorio regolare, dopo pochi giorni. "Casi che evidenziano l’importanza della tempestività e della gestione multidisciplinare delle patologie pancreatiche, centrali nell’attività dell’ospedale di Cona". Il successo delle operazioni è frutto della collaborazione tra le equipe chirurgiche (guidate da Francesco Lancellotti) ed anestesiologiche. "Questi due casi chirurgici eccezionalmente complessi – mette in evidenza Lancellotti, dirigente medico di Chirurgia d’urgenza – tra i più voluminosi mai descritti, sono l’esempio di quanto sia fondamentale la sensibilizzazione sul rischio di progressione delle lesioni cistiche del pancreas. La storia di una delle due pazienti, in particolare, ci ricorda che l’interruzione della sorveglianza per lesioni diagnosticate incidentalmente può portare a tumori che richiedono interventi molto più demolitivi e chemioterapia. Il nostro obiettivo è garantire che ogni paziente sia gestito all’interno di un percorso multidisciplinare strutturato". Oggi, a distanza di un anno dagli interventi, entrambi le pazienti hanno completato con successo il percorso terapeutico previsto, inclusa la chemioterapia adiuvante, e i controlli clinici e radiologici "confermano un ottimo stato di salute, a testimonianza dell’efficacia del trattamento e dell’importanza di una presa in carico multidisciplinare altamente specializzata".