Nel calendario pianificato dalla FIFA hanno pesato anche esigenze logistiche legate ai viaggi delle nazionali in un Coppa del Mondo giocata con un nuovo format e in 3 Paesi differenti.
Giovedì 9 luglio la Francia di Mbappé apre col Marocco i quarti dei Mondiali 2026.
Oggi non si giocano partite dei Mondiali di calcio. Dopo quasi un mese di match tra fase a gironi, sedicesimi e ottavi la Coppa cala il sipario nell'attesa di entrare nella fase calda. Il nuovo format con 48 nazionali ha imposto ritmi serrati: effettuata la prima scrematura, il calendario dei quarti di finale ha spalmato gli incontri da giovedì 9 (in campo Francia-Marocco) a domenica 12 luglio (chiude Argentina-Svizzera), lasciando un giorno di pausa tra la conclusione degli ottavi e il nuovo turno a eliminazione diretta. Perché questa cesura nella programmazione? L'obiettivo è garantire alle nazionali qualificate un periodo di riposo comune (circa 3-5 giorni) fissato in base agli ultimi impegni e agli orari delle precedenti sfide.
Il calendario dei quarti di finale 9 luglio – Francia-Marocco ore 22 10 luglio – Spagna-Belgio ore 21 11 luglio – Norvegia-Inghilterra ore 23 12 luglio – Argentina-Svizzera ore 3 Perché oggi non si giocano partite dei Mondiali Ventiquattro ore di stop, un intervallo necessario non solo per tirare il fiato. Non si tratta di una interruzione straordinaria né di problemi organizzativi: rientra nella normale pianificazione della FIFA alla vigilia dei turni che conducono verso le finali. La disputa dei Mondiali tra Canada, Stati Uniti e Messico, infatti, comporta un'organizzazione tarata su grandi distanze per gli spostamenti da una località all'altra e gli orari differenti (le squadre devono cambiare città e, a volte, anche Paese). Nel corredo accesso di logistica generale ci sono altre questioni di grande importanza affinché l'ingranaggio dei Mondiali possa girare senza intoppi: preparazione delle location (dai ritiri delle nazionali fino agli stadi che devono accogliere squadre e spettatori), piani sicurezza, coordinamento coi broadcaster e tutta l'architettura mediatica che su muove intorno agli eventi.












