A quasi otto anni dalla tragedia della funivia di Monteviasco, la Corte d’Appello di Milano ha ridisegnato il quadro delle responsabilità per la morte di Silvano Dellea, il caposervizio dell’impianto deceduto il 12 novembre 2018 durante un intervento di manutenzione. La sentenza ha infatti portato a cinque assoluzioni e a una sola condanna, con una riduzione della pena rispetto al primo grado. I giudici della quinta sezione penale hanno assolto tutti i cinque ex componenti del consiglio di amministrazione della cooperativa AU Suriv Onlus, che gestiva la funivia. In primo grado il Tribunale di Varese li aveva invece ritenuti responsabili, condannandoli a pene comprese tra un anno e quattro mesi e un anno e otto mesi per concorso in omicidio colposo. Resta invece una sola condanna. A essere ritenuta responsabile è stata la figura tecnica che all’epoca dei fatti si occupava della sicurezza e del funzionamento dell’impianto. La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità penale, ma ha ridotto la pena da un anno e quattro mesi a un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena e non menzione. Ridotta anche la provvisionale riconosciuta alle cinque parti civili, passata da 50 mila a 25 mila euro. La tragedia si consumò il 12 novembre 2018 alla stazione di valle della funivia Ponte di Piero-Monteviasco, nel Comune di Curiglia con Monteviasco. Silvano Dellea rimase schiacciato tra la cabina e la passerella di ispezione durante le operazioni di manutenzione, perdendo la vita sul posto.