Dalla sua Bologna a Milano, dalla Mille Miglia alla rivoluzione industriale e all’Italia del secondo dopoguerra, tutto sulle note di un artista che ha saputo imbrigliare e interpretare i suoni e i sentimenti di un’Italia che cambia. È stata una giornata dedicata a Lucio Dalla, all’interno della rassegna ’Sotto le Stelle del Cinema’ promossa dalla Cineteca di Bologna. Il primo appuntamento, alle 18 al Cinema Modernissimo, è stato quello con ’Per Lucio’, il documentario di Pietro Marcello che nel 2021 debuttò in anteprima mondiale alla Berlinale e che, attraverso le voci di chi ha conosciuto davvero l’artista, a partire da quella del suo storico manager Tobia Righi, restituisce un ritratto lontano dalla semplice celebrazione. Ad aprire la proiezione è stato Andrea Faccani, presidente della Fondazione Lucio Dalla, che ha preso la parola prima dell’inizio del film per un breve ma sentito omaggio al pubblico in sala. Dopo i saluti alla platea del Modernissimo, Faccani ha ringraziato il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, "per questa giornata dedicata a Lucio", ricordando che dopo la proiezione del pomeriggio l’appuntamento si sarebbe spostato in piazza Maggiore: "Per il concerto che venne registrato nel marzo del 1986 al Village Gate di New York, da dove poi venne registrato l’album DallAmeriCaruso". ’Per Lucio’ non è un documentario biografico in senso tradizionale. Presentato nella sezione Berlinale Special nel 2021, ’Per Lucio’ costruisce il proprio racconto quasi interamente sulle testimonianze di Tobia Righi e di Stefano Bonaga, senza il consueto sfilare di interviste a colleghi e addetti ai lavori: i due amici più stretti di Dalla, ripresi al cimitero della Certosa e poi a tavola, tra ricordi e silenzi, diventano la voce guida di un’opera che lo stesso Marcello ha definito non una celebrazione ma un’evocazione. Costruito su un vastissimo materiale d’archivio, il film attraversa gli anni dal dopoguerra alla caduta del Muro, intrecciando le canzoni di Dalla alle trasformazioni dell’Italia.