HomeBolognaCronacaIl maxi polo che ricicla pannelli solari usatiPantarei nasce dall’unione tra New Time ed Esaving: ogni anno lavorerà 740mila dispositivi. "Creiamo un ecosistema autosufficiente"Pantarei nasce dall’unione tra New Time ed Esaving: ogni anno lavorerà 740mila dispositivi. "Creiamo un ecosistema autosufficiente"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSostituire i vecchi pannelli fotovoltaici con impianti di nuova generazione e, nello stesso tempo, recuperare i materiali nobili e re-immeterli nel ciclo produttivo. È la missione di Pantarei, la joint venture tra New Time ed Esaving per il riciclo dei pannelli esausti. Un processo che avverrà all’interno del polo produttivo di New Time a San Lazzaro di Savena, dove ogni anno saranno lavorati circa 740mila pannelli fotovoltaici, smontati e riciclati integralmente, con un recupero di circa 200 megawatt di potenza.

Il progetto è sostenuto da un investimento iniziale di tre milioni di euro e punta a rendere l’impianto pienamente operativo entro la fine del 2026. Per molti anni i pannelli solari più vecchi sono stati semplicemente rigenerati ed esportati all’estero, soprattutto verso i mercati emergenti. Oggi, però, l’evoluzione tecnologica rende molto più conveniente l’utilizzo di moduli di nuova generazione, bloccando questo flusso e creando la necessità di gestire i vecchi impianti direttamente sul territorio italiano, neutralizzando le sostanze critiche presenti nei vecchi moduli, ma recuperando il valore economico custodito al loro interno. E qui si inserisce la tecnologia di Pantarei. I sistemi di riciclaggio tradizionali, infatti, faticano a separare completamente i singoli materiali interni, generando frazioni miste e contaminate che impediscono un riciclo totale e costringono a scartare o declassare componenti preziose. Nel nuovo impianto di San Lazzaro, grazie a un processo di scomposizione ad altissima precisione, è possibile dividere alla perfezione ogni singolo elemento senza alcuna contaminazione. A regime, l’impianto alle porte di Bologna sarà in grado di lavorare 120 pannelli all’ora, 24 ore su 24. Dal materiale ottenuto dallo smontaggio di questi impianti a fine vita, l’azienda sarà in grado di rimettere sul mercato materiali utili anche alla produzione dei nuovi pannelli.