Il mare e l’Hudson: c’è un pezzo di provincia sul Vespucci a New York. L’esperienza del carrarese Thomas Santi Cassani e la giovinezza di Marveggio da Mulazzo. Due generazioni di marinai unite sul veliero più bello del mondo per i 250 anni degli Stati Uniti. Ci sono le storie, i volti e i sacrifici della nostra terra tra le onde dell’Hudson, proprio nei giorni in cui New York si ferma per celebrare il 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti. Nella gigantesca parata di velieri che ha sfilato davanti ai grattacieli di Manhattan e alla Statua della Libertà, l’Amerigo Vespucci ha fatto come sempre la parte del leone. Ma dietro la maestosità della nave scuola della Marina militare, stavolta, c’è un filo invisibile che unisce la Lunigiana e la costa direttamente a Manhattan. A bordo della flotta italiana c’è un bellissimo incrocio generazionale che racconta meglio di qualunque discorso lo spirito del nostro territorio. Da una parte c’è l’esperienza e la dedizione di Thomas Santi Cassani, originario di Carrara. Thomas a bordo porta i gradi di sottocapo aiutante: una qualifica che non si improvvisa, ma che si guadagna sul campo dopo oltre vent’anni di servizio trascorsi tra i ponti delle navi e il profumo di salsedine. Impiegato a bordo con l’incarico di tecnico d’armi, rappresenta quella spina dorsale della truppa senza la quale nessuna nave potrebbe mai mollare gli ormeggi. Dall’altra parte del ponte, quasi a raccogliere il testimone di questa passione per il mare, c’è il giovanissimo Marveggio, arrivato da Mulazzo. Lui è un comune di seconda classe nella categoria nocchieri, una delle nuove leve a cui è affidata la gestione pratica delle vele, delle cime e delle manovre. La nave scuola rimarrà ormeggiata al Pier 86, accanto all’Intrepid Museum, per una serie di appuntamenti istituzionali prima di riprendere la rotta.