L'Iraq intende aprire un nuovo corridoio terrestre attraverso la Siria per diversificare le sue esportazioni di petrolio. La decisione arriva in un momento in cui aumentano i rischi di sicurezza nello stretto di Hormuz, che hanno già destabilizzato i mercati mondiali del petrolio e dell'energia sullo sfondo della crisi in Medio Oriente.

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L'Iraq esporta la maggior parte del suo greggio attraverso i porti meridionali della provincia di Bassora. Le recenti tensioni marittime nel Golfo hanno però spinto Baghdad a cercare alternative per mettere in sicurezza le esportazioni.

L'esperto di petrolio iracheno Assem Jihad ha spiegato, in dichiarazioni all'agenzia Anadolu, che il piano principale del ministero del Petrolio è aumentare le esportazioni attraverso il porto turco di Ceyhan, portandole dal livello attuale di 150-200mila barili al giorno a circa 300mila barili al giorno.

L'esperto ha aggiunto che l'interruzione delle spedizioni attraverso lo stretto di Hormuz priva l'Iraq della possibilità di esportare circa 3,5 milioni di barili di petrolio al giorno.