Quello sul budget 2028-2034 si annuncia come il negoziato più duro della storia recente a Bruxelles. Italia e Spagna difendono i fondi ad agricoltura e coesione, ma il vero spauracchio è l’eventuale vittoria di Bardella in Francia.

Le trattative sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, quello 2028-2034, sono già state battezzate a Bruxelles il negoziato politico più duro della storia recente. Da un lato i Paesi cosiddetti frugali (cioè Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Svezia) spingono per un budget più leggero e maggiori risorse sulle necessità “moderne” di competitività e difesa. Dall’altro, gli Amici della coesione, ossia gli Stati del Sud e dell’Est, tra cui l’Italia, sono pronti a difendere, anche a suon di minacce di veto, i fondi destinati a comparti tradizionali come agricoltura (Pac) e coesione. A rendere lo scontro ancora più delicato è il fattore tempo: un compromesso va trovato prima che alcuni membri dell’Ue, tra cui Francia e Italia, entrino nelle rispettive campagne elettorali del 2027, dove soffierà il vento sovranista. Se vincessero le destre, sarebbe potente la spinta per tagliare i contributi nazionali. Un’eventualità che farebbe naufragare l’idea di un’Europa forte tra Stati Uniti e Cina, in cui qualcuno ancora spera.