La Politica Agricola Comune post 2027 non è una sfida come le altre. I fondi europei, infatti, possono incidere in positivo o in negativo sullo sviluppo dell’agricoltura locale. Dipende da come li si indirizza nella consapevolezza che non tutta la penisola ha le stesse esigenze: ciò che rappresenta una priorità per la Puglia, non lo è per la Lombardia. E viceversa. Dunque, è una partita da non sbagliare quella che vedrà oggi uno snodo importante nella Commissione Politiche Agricole (Cpa) dedicata proprio a questo tema. L’obiettivo è quello di trovare una mediazione tra le diverse richieste territoriali e un documento, in questo senso, era stato già stilato tenendo dentro un po’ tutto. Peccato che la Lombardia e il Veneto ne abbiano presentato uno diverso e che poi ne sia arrivata un terzo, più simile alla formulazione originaria, con dentro le richieste di Emilia, Toscana e Marche. Insomma, ci sarà da battagliare.

Le regioni del Sud, però, sono tutto tranne che impreparate. La base di partenza, infatti, sono i cinque punti della Carta di Matera, una dichiarazione strategica elaborata lo scorso 11 giugno. A questa poi si aggiungono le richieste specificamente pugliesi di cui ieri l’assessore regionale Francesco Paolicelli ha ragionato in un incontro tecnico con il partenariato. Ne viene fuori una linea chiara con una premessa: «I finanziamenti come la Pac devono riconoscere la specificità dei sistemi produttivi mediterranei e sostenerne la competitività. Le regioni del Mezzogiorno, un tempo etichettate come quelle che non sanno spendere, grazie ai fondi europei hanno superato divari importanti. Ora vogliono diventare più competitive, a cominciare dalla Puglia».