L'impatto dell'intelligenza artificiale su competenze, retribuzioni e carenza di profili specialistici nel report Hays 2026

Secondo il report Tech Talent Explorer 2026 di Hays, che ha analizzato venti profili tecnologici in trentaquattro Paesi, l’impatto dell’IA in Italia non presenta ancora caratteristiche dirompenti, attestandosi su un punteggio di esposizione pari a 46 su 100. La trasformazione appare più marcata per le professioni legate allo sviluppo, all’automazione e al testing, tra cui figurano AI Engineer, RPA Engineer e Test Analyst, che raggiungono un indice di esposizione di 56 su 100.

Al contrario, figure come Network Engineer e Change Manager mantengono una maggiore stabilità rispetto ai processi di automazione. La transizione guidata dall'IA non svaluta il talento umano, ma ne sposta il valore verso capacità decisionali, visione strategica e abilità di integrazione dei sistemi nei processi di business.

Sul fronte retributivo, il mercato italiano evidenzia un divario significativo rispetto agli altri Paesi europei, con una media salariale di 41.590 euro per i ruoli analizzati. Tale cifra risulta inferiore del 38% rispetto al Regno Unito, del 37% rispetto alla Germania e del 23,4% rispetto alla Francia. In questo scenario, il Change Manager si conferma la figura meglio remunerata in Italia, con una media di 72.270 euro, riflettendo la crescente domanda aziendale di profili in grado di guidare la trasformazione organizzativa. Seguono, per livelli retributivi, gli AI Engineer (51.910 euro) e i Solutions Architect (47.915 euro).