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Mentre la nuova Amministrazione di Palazzo Longano muove i primi passi, sullo sfondo c’è un ricorso sulle elezioni del 24 e 25 maggio scorsi. A presentarlo al Tar di Catania è l’avvocato Paolo Starvaggi, per conto di tre elettori barcellonesi, contro il Comune di Barcellona, nei confronti di Melangela Scolaro, nella qualità di candidata a sindaco, poi risultata vincitrice al termine della competizione; Nicola Barbera, altro aspirante alla fascia tricolore, arrivato secondo e approdato in consiglio comunale: David Bongiovanni, altro candidato, piazzatosi terzo; e Tindaro Grasso, della lista “Fuori dal coro”, primo dei non eletti nell’assemblea civica.

Con l’atto si chiede l’annullamento del verbale dell’Ufficio centrale elettorale del Comune, relativo alla proclamazione di sindaco e consiglieri e dei verbali di ammissione delle liste collegate alla Scolaro, «presentate senza le sottoscrizioni dei cittadini elettori». Poi, si sollecitano i giudici amministrativi a correggere il risultato delle consultazioni, con conseguente «rideterminazione del numero dei voti validi attribuiti a ciascun candidato sindaco, previo annullamento dei voti riportati dalle liste collegate» alla rappresentante di Sud chiama Nord prive delle firme, nominare sindaco Barbera e in Aula i candidati risultati eletti sulla base del nuovo e corretto risultato. In subordine, effettuare, tra le altre cose, il riconteggio delle schede contestate. Nel ricorso, si sottolinea che a Melangela Scolaro sono stati attribuiti 9.676 voti, pari al 40,45%, appena 148 in più rispetto a Barbera, che ha ottenuto il 39,83%, tra le altre cose, la Scolaro ha raggiunto il 40%, evitando il ballottaggio, solo per 104 voti. Si contesta, pertanto, «un vizio genetico, radicale e assorbente, che attiene alla stesa regolare formazione delle liste collegate alla candidata proclamata eletta e, quindi, al regolare svolgimento della competizione elettorale».