a
Quando si parla di sicurezza non è mai abbastanza. Su questo tema, come ben spiegato su queste colonne, il centrodestra si gioca la guida del Paese o meglio la riconferma a Palazzo Chigi. Detto ciò, pur dovendo essere programmato e realizzato ancora molto per rendere le nostre comunità “sicure”, non si può dire che l’attuale governo se ne sia stato a braccia conserte. Anzi, ha raggiunto risultati, ai tempi della sinistra, insperati. I numeri dell’ultimo decreto Sicurezza, fortemente voluto dal ministro Matteo Piantedosi, valgono più di mille parole.
Rafforzamento delle forze in campo
Più di una semplice svolta c’è stata sul potenziamento degli organici. Dal 22 ottobre del 2022, ovvero da quando Meloni ha vinto le elezioni, sono stato assunti più di 45 mila nuovi operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Un’azione che non solo ha consentito la copertura al cento per cento del turnover, ma soprattutto ha permesso un ringiovanimento del personale in servizio. L’età media nazionale dei nostri agenti è passata dai 45,6 anni del 2021 ai 44 attuali. Soltanto nei primi due mesi del 2026 sono entrati in servizio 3500 poliziotti. L’obiettivo per il 2027 è immettere 27 mila unità. Dati che, ai tempi del non lontanissimo Conte, sembravano irraggiungibili. E non basta uscirsene con la banale scusa che, per i lockdown, servissero meno sentinelle a presidiare.






