BOLZANO. Troppi rischi, troppi incidenti, troppe vittime. Le piazzole che dovrebbe essere d'emergenza sono i luoghi del pericolo: il caldo, una distrazione e quello che avrebbe potuto essere corretto solo con una breve sterzata diventa un enorme ostacolo tra noi e la vita. Sono terribili le immagini di auto schiacciate sotto il retro di un tir fermo come una montagna mentre chi sta alla guida ci arriva a cento all'ora. Anche per questo da giorni sono apparsi sull'A22, lungo i display luminosi avvertimenti precisi: è vietato sostare nelle piazzole d'emergenza. Farlo dunque solo in casi eccezionali. Quando invece la stanchezza dei guidatori, la carenza di piazzole attrezzate spinge a fermarsi anche solo qualche minuto. A volte fatale.

Per rendere i supporti per chi guida per giorni più strutturali e strutturati Christian Bianchi ha incontrato Andrea Straffelini, dirigente del compartimento della Polizia Stradale per il Trentino-Alto Adige e Belluno. L'incontro è stato anche l'occasione per confrontarsi su alcuni temi specifici legati alla sicurezza sull'A22, a partire appunto, dal fenomeno sempre più diffuso dell'occupazione delle piazzole di emergenza da parte dei mezzi pesanti. Il problema è noto: numerosi autisti, vincolati dai tempi obbligatori di guida e riposo, utilizzano di notte le piazzole di emergenza per la sosta. Una pratica vietata che rappresenta un grave pericolo per la sicurezza della circolazione, soprattutto in caso di emergenza o di incidente. Il tema è tornato drammaticamente d'attualità dopo il gravissimo incidente avvenuto la scorsa settimana sull'A22, in cui ha perso la vita un giovane di 27 anni di Laives.