Alghero. 07 luglio 2026 alle 00:47
«Lei non sa chi sono io». Nessuno sostiene che quella frase sia mai stata pronunciata. Ma è il senso delle accuse che Fratelli d'Italia e Forza Italia rivolgono all'assessore Enrico Daga, dopo il diverbio avvenuto domenica all'ecocentro di Galboneddu con un operatore. Secondo le opposizioni, l'assessore avrebbe rivendicato il proprio ruolo istituzionale assumendo un atteggiamento arrogante e incompatibile con l'incarico. Entrambi i gruppi chiedono al sindaco Raimondo Cacciotto di accertare i fatti e, qualora la ricostruzione trovasse conferma, di revocargli le deleghe. Di tutt'altro tenore la versione fornita da Daga. L'assessore racconta di aver trascorso la domenica conferendo un carico di sfalci agli ecocentri cittadini. Dopo aver trovato pieno il cassone di Ungias Galanté, si sarebbe spostato a Galboneddu, dove sarebbe nato un confronto con un operatore sulle modalità di accesso all'area di scarico. «Non nego che i toni si siano irrigiditi, ma respingo con assoluta fermezza la caricatura che qualcuno ha deciso di costruire». Daga riconosce che la discussione si sia accesa e che i toni avrebbero potuto essere più pacati, ma smentisce con decisione le accuse di aver preteso privilegi o di essersi sottratto alle regole. Sottolinea che le richieste di dimissioni arrivano quando gli stessi comunicati parlano di fatti ancora da verificare».






