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«È vero, ho chiamato la Fifa. Ma non ho detto che cosa dovevano fare. Ho solo chiesto la revisione di una decisione sbagliata. Non si possono togliere dalla competizione i migliori per un errore evidente». Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato di essere intervenuto sul caso della squalifica di Florian Balogun, poi sospesa dalla Fifa in applicazione dell'articolo 27 del Codice disciplinare.La decisione ha provocato uno scontro senza precedenti tra Uefa e Fifa, alimentando il dibattito sull'autonomia dello sport dalla politica. Balogun, espulso al 64' della sfida tra Usa e Bosnia nei sedicesimi di finale dopo un contrasto con Tarik Muharemovic, sarà così regolarmente in campo contro il Belgio negli ottavi di finale.L'Uefa: «Superato un limite invalicabile»
Durissima la presa di posizione dell'Uefa guidata da Aleksander Ceferin. «È stato superato il limite della squalifica automatica per il cartellino rosso, sancita dal regolamento. Quando la certezza delle regole non è garantita, l'integrità del sistema è a rischio e la credibilità del movimento viene compromessa», si legge nella nota.
L'Uefa sottolinea inoltre come altri calciatori, nella stessa situazione, abbiano regolarmente scontato la squalifica, evidenziando il rischio che la decisione crei un precedente per il prosieguo del torneo.Anche la federcalcio belga ha presentato ricorso, senza però ottenere spiegazioni dalla Fifa. Il premier Maxime Prévot ha definito la scelta «incomprensibile», mentre il ct del Belgio Rudi Garcia ha commentato con ironia: «Credevo che il pesce d'aprile non fosse a luglio».Infantino: «Gli organi disciplinari sono indipendenti»










