Si guarda il pennacchio di fumo che esce dal cratere dell'Etna e si spera che il vulcano si plachi. Ma al momento non è così. L'attività stromboliana non accenna a fermarsi, il vento continua a spingere la nube vulcanica sopra l'aeroporto di Catania ormai completamente bloccato da ieri, e per ora non è possibile indicare una data di riapertura. Anzi. L'unità di crisi della Sac, la società di gestione dello scalo etneo, ha deciso alla luce delle previsioni dell'Ingv e degli esperti di fermare arrivi e partenze almeno fino alle 10 di domani mattina martedì 7 luglio.

La Sac invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo con la compagnia aerea. Lo fa perché il blocco ha trasformato l'aeroporto in un grande accampamento di viaggiatori disperati. Anche i tabelloni che hanno tenuto per ore aerei schedulati non hanno agevolato la situazione, così in tanti si sono recati nello scalo di Fontanarossa sperando di partire, aspettando una finestra possibile, l'apertura di uno spazio aereo che non c'è stata.

Anche lo spazio aereo sopra Sigonella è stato chiuso per la nube vulcanica: la base dell'aeronautica militare, che ospita pure la Naval Air Station della marina statunitense, resta di conseguenza ferma, senza decolli né atterraggi.