Cobolli ha battuto De Minaur con la sua stessa arma: una difesa imperturbabile che sa farsi improvvisamente offensiva, quella pressione asfissiante di chi rinuncia ai colpi transitori per correre rischi e far scorazzare l’avversario da una parte all’altra del campo. Con la testa completamente annebbiata (e inebriata) dall’agonismo, dal cuore, com’era accaduto nella maratona contro Karen Khachanov nel turno precedente, vinta in rimonta al quinto set. Il manifesto è il set point conquistato al tie break del secondo parziale: una serie di traiettorie da tergicristallo disegnate sul prato, per spuntare via ogni filo d’erba negli angoli più remoti del Campo 1, verso gli spalti o il tabellone. Una cascata d’adrenalina dilagata pochi minuti prima, quando ormai il set sembrava nelle mani di De Minaur, al servizio per chiudere sul 5-4. Poi l’australiano ha visto l’inerzia del match tornare un po’ dalla sua parte e un po’ sfuggirgli nuovamente, quando per due volte nel set successivo alternava il break ad uno “scippo” di Cobolli, che gli strappava via di nuovo la battuta. Ancora, dall’attacco alla difesa: quella del servizio, che da lì in poi il tennista romano non ha più perso. E dalla parata, all’affondo, sfruttando nell’ottavo game i due doppi falli di De Minaur, che si è definitivamente dileguato lasciando la strada per i quarti al numero dieci del mondo.
Wimbledon, Cobolli torna ai quarti di finale: travolto De Minaur in tre set
Dopo la maratona vissuta con Khachanov, questa volta è tutto facile per il tennista romano, che in due ore e 40 minuti trova la prima vittoria contro un top 10










