Il presidente degli Stati conferma l'indiscrezione del New York Times. L'attaccante statunitense sarà a disposizione per gli ottavi di finale contro il Belgio

Il Balogun-gate sta prendendo la scena dei Mondiali. È lo stesso Donald Trump a confermare un’indiscrezione pubblicata nelle scorse ore dal New York Times, secondo cui il presidente degli Stati Uniti avrebbe chiamato il numero uno della Fifa Gianni Infantino per far revocare la squalifica a Balogun. L’attaccante statunitense, infatti, è stato espulso durante i sedicesimi di finale vinti dagli Usa contro la Bosnia Erzegovina: «Sì l’ho fatto», ha ammesso Trump ai giornalisti presenti alla Casa Bianca.

Trump: «L’arbitro era sospetto»

Donald Trump ammette quindi l’asse con il leader della Fifa, Gianni Infantino. Una telefonata che ha generato un unicum per la storia del calcio: mai un calciatore espulso per un motivo tecnico, come un fallo, era stato graziato da un’organizzazione calcistica. Trump rivendica il suo gesto: «Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati. L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere», ha detto.

Trump ha spiegato di «aver solo chiesto di riesaminare» la decisione dell’arbitro: «Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato. Non gli ho detto cosa fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo», ha sottolineato. Poi però il presidente ha paragonato la partita tra Stati Uniti e Belgio alle elezioni vinte da Joe Biden. «Se fosse rimasto fuori – ha detto riferendosi al giocatore espulso – l’incontro sarebbe stato truccato come il voto nel 2020».