L’inaugurazione del nuovo Strategic Command Headquarters va oltre l’apertura di un quartier generale militare. Il complesso diventa il simbolo di un progetto che intreccia sicurezza, centralizzazione del potere e ambizioni regionali in un Medio Oriente ancora attraversato da conflitti
Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ha inaugurato il nuovo Strategic Command Headquarters, ribattezzato “Octagon” per la sua struttura composta da otto edifici interconnessi (anche in riferimento al Pentagono americano), nel cuore della Nuova Capitale Amministrativa, a est del Cairo. Presentato come il più grande complesso di comando del Medio Oriente, il centro integra sistemi di command and control (C2), comunicazioni, gestione delle crisi e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Per il presidente egiziano rappresenta un salto di qualità nella capacità dello Stato di affrontare sfide e situazioni eccezionali.
L’inaugurazione, tuttavia, racconta molto più della modernizzazione delle forze armate. L’Octagon appare come il tassello più visibile di un progetto politico che negli ultimi tredici anni ha ridisegnato la geografia del potere egiziano e la concezione stessa della sicurezza nazionale.










