“Gli inviati speciali sono una categoria invidiata, benché la loro vita sia spesso disagevole e sempre disordinata e imprevedibile, perché difficilmente sanno, al mattino, in quale letto dormiranno la notte successiva”.

Michele Brambilla è uno dei più stimati e bravi giornalisti italiani. Nato a Monza nel 1958, si è laureato in Storia all'Università degli Studi di Milano ed è giornalista professionista dal 1984. Dopo gli inizi nella stampa locale, ha lavorato per quasi vent'anni al “Corriere della Sera”, e nel corso della sua carriera, ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo: tra le altre cose, è stato direttore de “La Provincia”, vicedirettore de “La Stampa”, quindi direttore della “Gazzetta di Parma”, di “QN – Quotidiano Nazionale” e, dal settembre 2024, del “Secolo XIX”. Ma oggi si può affermare che è anche scrittore, poiché è ormai al suo al suo secondo romanzo dopo “Non è successo niente di grave” (uscito con Baldini+Castoldi, come il romanzo che vi propongo oggi) e ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il siciliano Premio Vigàta, in onore di Andrea Camilleri, e il Concorso internazionale Ceresio in giallo.

Ne “La signora Gisa è improvvisamente scomparsa” l’autore inventa un caso di cronaca verosimile, che ne ricorda altri nostrani (cito quello di Roberta Ragusa, per fare un parallelismo), avvenuto in Brianza nell'estate del 1981. Una Brianza suggestiva e piena di atmosfera che l’autore ci restituisce nella sua autenticità, nelle sue ombre, nei suoi scorci, nei suoi luoghi di ristoro (prendete appunti sui consigli di ristorazione!).