| 6 Luglio 2026 15:02 |
2 minuti per la lettura
(Adnkronos) – L’Università UniCamillus ha pubblicato i bandi 2026-2027 per partecipare ai test di ammissione per i Corsi di Laurea Triennale in Infermieristica (lingua inglese) e in Ostetricia (lingua italiana), entrambi con sede a Roma. Possono partecipare alla selezione i candidati in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado. L’iscrizione alla prova di ammissione dovrà essere effettuata esclusivamente online tramite il portale studenti Gomp entro le 13 del 14 luglio 2026. La prova di selezione consiste in un test scritto composto da 60 quesiti a risposta multipla, suddivisi tra ragionamento logico, cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica. La durata complessiva è di 60 minuti. Il test si svolgerà in modalità telematica home-based nella giornata di venerdì 17 luglio. Per Infermieristica la prova sarà in lingua inglese, mentre per Ostetricia sarà in lingua italiana. Gli esiti della selezione saranno resi noti sul sito istituzionale entro il 21 luglio.
La domanda di professionisti sanitari in Italia si conferma strutturalmente superiore all’offerta, con una carenza stimata di circa 65.000 infermieri nel sistema sanitario nazionale. Un divario che riflette un rapporto infermieri/popolazione ancora inferiore rispetto alla media europea e una crescente pressione su ospedali, servizi territoriali e assistenza di prossimità. In questo scenario, Infermieristica si inserisce come una delle lauree a più alto impatto occupazionale, rispondendo a un bisogno concreto e crescente del sistema salute. Parallelamente, anche il Corso di Laurea in Ostetricia si colloca in un contesto di evoluzione del sistema sanitario, caratterizzato da una crescente attenzione alla salute materno-infantile, al potenziamento dei percorsi territoriali e consultoriali e al rafforzamento delle politiche di prevenzione e sostegno alla natalità. In questo quadro, la professione ostetrica assume un ruolo sempre più centrale nei modelli di assistenza territoriale e nella continuità materno-infantile, diventando una figura chiave nei nuovi assetti della sanità pubblica.









