Quando si inviano dei soldi ai parenti – che siano genitori, figli, fratelli o altro – tramite un bonifico è bene seguire alcune regole di base: una causale chiara, importi possibilmente non separati e documentazione conservata a lungo. Altrimenti, in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, magari dopo anni, si rischia di non essere in grado di giustificare un prestito o una donazione.

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È molto comune donare o prestare soldi ai parenti: può succedere con i genitori che inviano regolarmente soldi ai figli per dare una mano con l'affitto, con chi si trova in un momento di difficoltà economica e riceve un prestito dai fratelli, e così via. Il prestito o la donazione di un parente non sono considerati reddito imponibile, quindi non vi si pagano le tasse, e possono aiutare ad affrontare una spesa importante.

Quando lo si fa è sempre meglio procedere con un bonifico, ma per evitare successivi controlli del Fisco ci sono alcuni accorgimenti da seguire. Si tratta di regole semplici che permettono di stare tranquilli, a patto che le operazioni in questione siano trasparenti e non illecite: Scrivere una causale molto chiara Non separare l'importo in più tranche, quando è possibile (è il cosiddetto ‘frazionamento', considerato sospetto) Conservare tutta la documentazione che può aiutare a spiegare l'invio di quella somma Cosa scrivere nella causale per un bonifico tra parenti L'aspetto più importante di un bonifico inviato a un parente, per quanto riguarda eventuali controlli fiscali in futuro, è la causale. Nella causale il contribuente ha l'occasione di mettere in chiaro fin da subito qual è lo scopo di quel pagamento, ed eventualmente anche da dove vengono e dove andranno a finire quei soldi. Cosa che è il principale interesse dell'Agenzia delle Entrate.