A Teheran, la capitale dell’Iran, è cominciata lunedì la lunga processione funebre dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, che bloccherà per tutto il giorno buona parte della città. Khamenei, principale autorità politica e religiosa dell’Iran, è stato ucciso in un bombardamento israeliano nel primo giorno della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio.

Questo è il terzo giorno dei sei previsti per il suo funerale, che oltre a essere un evento religioso è anche una grande occasione di propaganda politica per il regime iraniano. Nei primi due giorni la bara di Khamenei è stata esposta sotto a una teca di vetro alla Grande Moschea di Teheran, dove secondo i media del regime è stata visitata da milioni di persone (i numeri sono probabilmente eccessivi, anche se la folla era numerosa).

Lunedì, il terzo giorno, la bara sarà spostata dalla Grande Moschea e trasportata con un veicolo speciale (un camion addobbato con particolari simboli religiosi) per 12 ore lungo tutta la capitale Teheran. La meta è l’aeroporto internazionale della città.

Questo perché da martedì la bara sarà dapprima portata a Qom, una delle città più importanti dell’islam sciita, e da lì sarà messa su un altro volo verso l’Iraq. Mercoledì la bara sarà portata per riti funebri a Najaf e Kerbala, città irachene sacre per lo sciismo. Infine, giovedì, la bara tornerà in Iran e arriverà a Mashhad, la città dove Khamenei è nato e dove infine sarà sepolto nel santuario dell’imam Reza, un’importante figura religiosa sciita di epoca medievale.