Nove famiglie su dieci vedono nei nidi un motore di crescita per i propri figli. E oltre il 95% dice di fidarsi delle educatrici. È il risultato della prima Valutazione di impatto sociale del servizio firmata dal gestore Koinè nell’hinterland, a cominciare da Vimodrone: l’indagine ha coinvolto 569 coppie, l’80% degli iscritti nella primavera 2025. I dati raccontano un’esperienza che va oltre la conciliazione casa-lavoro. Per la maggioranza dei genitori al nido "i bambini acquistano autonomia, imparano a relazionarsi con gli altri e sviluppano competenze fondamentali per la crescita". Per il 92% delle famiglie ci sono progressi nell’autonomia e nelle competenze motorie, per l’88% nello sviluppo comunicativo e linguistico, mentre l’86% evidenzia miglioramenti nella gestione delle emozioni e dei rapporti. Ancora più significativo il dato sulla fiducia: oltre il 95% del campione riconosce nel personale educativo un punto di riferimento, apprezzandone preparzione, ascolto e disponibilità al dialogo.

Non mancano gli spunti per migliorare. La ricerca evidenzia la necessità "di creare più occasioni di incontro tra i genitori e di rafforzare il collegamento con le risorse presenti sul territorio", aspetti che la cooperativa "intende sviluppare nei prossimi anni". "Quando parliamo di nidi parliamo di bambini e bambine molto piccoli, di famiglie che affidano una parte preziosa della loro vita e di educatrici che ogni giorno costruiscono relazioni, fiducia e sicurezza – spiega Alessia Minz, presidente di Koinè –. Abbiamo voluto questo studio non per ridurre tutto a numeri, ma per rendere visibile il valore di ciò che accade ogni giorno. I risultati ci confermano che siamo sulla strada giusta, ma ci chiedono anche di continuare a migliorare insieme alle famiglie, ai Comuni e ai territori".