Il compositore Nicola Sani è dal 2015 direttore artistico dell’Accademia musicale Chigiana di Siena che, oltre che una super scuola di musica, d’estate (e non solo) diventa anche un raffinatissimo Festival.

Il programma 2026 s’intitola “Isole“. Perché?

"Perché paradossalmente non esistono isole veramente isolate: le visitiamo e ce ne appropriamo. Fuor di metafora: proponiamo luoghi di energie sonore e di culture musicali, in sé compiuti ma collegati al piacere della scoperta, dalla polifonia alla musica di oggi e di domani, fino all’elettronica e all’intelligenza artificiale. Un mio ciclo di composizioni s’intitola “Non tutte le isole hanno intorno il mare“. Ogni concerto a modo suo è un’isola, ha un pensiero e una logica".

E poi c’è il centenario di Hans Werner Henze con relativo “focus“.

"Lungo tutto il festival, da domani 7 luglio al primo settembre, eseguiremo 42 sue composizioni. Anche per lui le isole sono state fondamentali: Ischia negli anni Cinquanta e Sessanta, Cuba con cui ebbe rapporti anche culturali e politici, le isole del Kenya nell’ultima parte della vita. Ma anche la Berlino Ovest del Muro era a suo modo un’isola, e un’isola di cultura tedesca ma frequentata dai grandi esponenti di quella italiana, da Visconti a Morante, il Cantiere di Montepulciano, la sua casa di Marino".