HomeFirenzeCronacaStadio Franchi tra futuro e cantiere. Per Euro32 c’è anche il piano B. Contestazioni delle ditte, è gialloAbodi incontra Malagò per la kermesse europea: saranno scelti cinque impianti più le ’riserve’. Il consigliere Sabatini chiede trasparenza sui ’contenziosi’. “Potrebbero incidere su tempi e costi”Il cantiere allo stadio Artemio Franchi di Firenze (foto New Pressphoto)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 6 luglio 2026 – C’erano anche i lavori allo stadio Franchi sul tavolo dell’incontro romano tra il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il neo presidente della Figc, Giovanni Malagò. Il vertice dei giorni scorsi è servito per condividere l’articolato lavoro verso gli Europei del 2032. La città di Firenze resta in lizza per entrare tra le 5 sedi italiane che la Figc proporrà all’Uefa per ospitare le gare del torneo. Ma anche gli stadi candidati e poi esclusi potranno essere della partita come ’riserve’. È una delle novità evidenziate da Malagò dopo la riunione, durata circa tre ore: “È un’opportunità per il Paese perché ci potranno essere degli stadi a supportare i 5 impianti iniziali, nel caso in cui in futuro dovesse sorgere qualche problema”, ha chiarito il numero uno della Figc. In ballo per ogni città ospitante un indotto che oscilla tra gli 800 milioni e il miliardo di euro: “Sono soddisfatto della riunione, il clima è eccellente”, ha professato ottimismo Malagò che poi ha messo fretta a club e sindaci: “Entro il 31 luglio ci aspettiamo risposte certificate sugli stadi da inserire nel dossier perché l’Uefa su questo ha scadenze obbligate”. Servono contratto, progetto e garanzie economiche anche se le integrazioni potrebbero essere concesse fino a metà settembre.