Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Quando Virginia Woolf intervenne nei college femminili di Newnham e Girton nel 1928, immaginò l’esistenza di una sorella di William Shakespeare, Judith, dotata dello stesso straordinario talento del fratello ma destinata a reprimerlo in quanto donna. A quasi cent’anni da quell’intervento – diventato poi il saggio femminista per antonomasia Una stanza tutta per sé – le donne scrivono, certo, ma sempre grazie a una lotta che hanno dovuto combattere, a posizioni scomode che hanno dovuto assumere nel tempo, a voci che, ancora oggi, emergono dal silenzio con coraggio, e non perché siano state loro concesse, a un certo punto, una penna e una stanza tutte per sé.In questo solco, da tre edizioni si svolge a Soverato il Festival di scrittura femminile «Donna Vita Libertà», organizzato dalla Biblioteca delle donne di Soverato. Una rassegna che dà voce ad autrici, scrittrici e studiose, riaffermando il valore della scrittura come gesto insieme politico e culturale e ribadendo la forza di un atto ribelle, provocatorio, dissidente, fatto di inchiostro su carta e di parola.

Una rassegna per riflettere su diritti, libertà e società contemporanea

La terza edizione, svoltasi in piazza Maria Ausiliatrice e appena conclusa, «è stata costruita proprio come uno spazio di riflessione sul presente», ha spiegato la presidente della biblioteca, Maria Procopio. Attraverso le presentazioni dei libri sono state affrontate questioni che riguardano la società contemporanea, i diritti, le libertà. Tra gli appuntamenti, un incontro è stato dedicato alla figura di Anna Kuliscioff e dell’eredità che il suo pensiero ha lasciato. Un focus sull’attualità è stato offerto dalla presentazione del saggio Potere di altro genere. Donne, femminismi e politica (Donzelli) della sociologa Giorgia Serughetti, con una lettura critica sulla società contemporanea attraverso le categorie del pensiero femminista.Ma si sono svolti anche incontri letterari, tra cui la presentazione del romanzo Col buio me la vedo io (Einaudi) della giornalista reggina Anna Mallamo e momenti dedicati all’arte e alla creatività femminile (con una mostra dedicata), nella convinzione che il pensiero delle donne debba trovare forme molteplici di espressione. Il festival nasce infatti da un percorso più ampio iniziato nel 1996 dal gruppo femminista Kore fondato da Assunta Di Cunzolo, alla quale si sono poi affiancate Maria Procopio, Ausilia Siciliano e Lilly Rosso.