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Alcuni dei principali produttori di uova negli Stati Uniti, accusati di essersi messi d’accordo per tenere alto il prezzo delle uova per quasi tre anni, pagheranno 3,3 milioni di dollari nell’ambito di un accordo preliminare con il governo e 17 stati. Le società hanno patteggiato la cifra, ma hanno negato di avere fatto cartello, nonostante le prove raccolte dal dipartimento della Giustizia statunitense e dai procuratori statali. L’accordo è lo sviluppo più sorprendente di una questione che si trascina da anni legata al prezzo delle uova negli Stati Uniti.

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 le uova divennero infatti molto difficili da trovare e rincararono: un pacco da dodici si trovava al supermercato anche a 8 o 9 dollari, un prezzo spropositato per gli standard statunitensi (ma anche per i nostri). Negli Stati Uniti le uova sono un ingrediente fondamentale dell’alimentazione quotidiana, tanto che questa crisi era entrata anche nella campagna elettorale delle elezioni presidenziali di novembre del 2024, quando l’attuale presidente Donald Trump accusava i Democratici di essere la causa del grande aumento del costo della vita negli Stati Uniti.

Se ne parlò tantissimo anche in Italia, dato che le aziende statunitensi vennero a chiedere di comprare le uova dagli allevatori del Veneto. I produttori di uova statunitensi dicevano che la colpa era dell’influenza aviaria che stava decimando le loro galline e quindi riducendo la produzione, ma per l’Antitrust le cose andarono diversamente.