“Mi ero raccomandato al cameriere e anche in cucina: ‘In questo piatto il formaggio non lo mettiamo mai’”. Aldo Montano ripercorre così alla Gazzetta dello Sport la serata che lo ha portato a vivere momenti di grande paura a Roma, a causa di una grave reazione allergica alla caseina, la proteina contenuta nel formaggio, che lo ha costretto a un ricovero ospedaliero d’urgenza. Il campione olimpico della sciabola ad Atene 2004 racconta di aver cercato in ogni modo di evitare rischi, consapevole della sua condizione. “So che devo stare attentissimo, non solo ho comunicato la mia allergia al cameriere, ma sono anche andato in cucina a raccomandarmi”. Un’attenzione che, però, non è bastata a evitare il malore.

La serata si è trasformata rapidamente in un’emergenza dopo aver consumato il pasto in un locale del centro storico. “Ho cominciato a sentirmi male”, spiega Montano, ricordando l’escalation dei sintomi. Poi il quadro clinico è diventato subito serio: “Non respiravo più”. Il campione fa sempre più fatica, si sente soffocare, l’ossigenazione del sangue diminuisce. In questi casi se “non si interviene nei primi dieci minuti arriva il peggio”. A quel punto è scattata la corsa contro il tempo verso il pronto soccorso. “Sono stato fortunato perché in 7-8 minuti, dopo la corsa in motorino con il mio amico alla guida, sono arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito dove mi hanno trattato immediatamente senza accettazione. Quando sono entrato già cominciavo a respirare molto male”, racconta l’ex schermidore. Ed è stata necessaria l’adrenalina come ha poi spiegato il personale sanitario dell’ospedale, che ha ringraziato il campione per il suo posto in cui sottolineava la velocità e la competenza con cui è stato trattato e salvato.