Sull’isola di Guam, un territorio controllato dagli Stati Uniti nell’Oceano Pacifico, sono cominciate le attività di preparazione per proteggersi dall’arrivo del tifone Bavi, atteso sull’isola nelle prossime ore, con venti che si prevede supereranno i 250 chilometri all’ora. Tra le varie misure prese dalle autorità locali, sono stati aperti cinque centri assistenza all’interno di alcune scuole. Ci si attende che il tifone colpisca anche Saipan, Tinian e l’isola Rota, che con Guam formano l’arcipelago delle Isole Marianne, sempre sotto il controllo statunitense.
Il servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti ha detto che c’è il rischio di danni, grossi allagamenti e sono attese onde alte fino a 11 metri. Attualmente la perturbazione è considera un tifone, ma è previsto che diventi un super tifone poco prima di raggiungere l’isola lunedì pomeriggio (rispetto all’Italia Guam è otto ore avanti). Un tifone viene denominato super tifone quando i suoi venti superano i 240 chilometri all’ora. Il servizio meteorologico ha detto che ci sono grossi rischi anche nelle 10 ore precedenti e successive al passaggio.
In questa zona dell’Oceano Pacifico è frequente che si creino dei tifoni, ma il cambiamento climatico li sta rendendo più potenti e più frequenti. Ad aprile l’arcipelago c’era già stato un super tifone che aveva causato la morte di 17 persone e danni equivalenti a oltre 1,3 miliardi di euro. A Guam vivono circa 170 mila persone, mentre gli abitanti dell’arcipelago sono circa 220 mila.










