Pavia. L’autopsia disposta dalla procura sul corpo di Gabriele Vaccaro, il 25enne ucciso nel parcheggio dell’area Cattaneo nella notte tra il 18 e il 19 aprile, è pronta. Nei prossimi giorni gli avvocati del 16enne accusato di aver sferrato il fendente mortale potranno avere accesso alla relazione. A valutarla saranno i due periti di parte Novella D’Agostini e Francesco Avato, già nominati dai legali Barbara Ricotti e Fabrizio Gnocchi. La linea difensiva «L’esito dell’esame autoptico potrà segnare una svolta per la nostra linea difensiva», si limita a commentare Ricotti. Si riferisce alle analisi sulla ferita fatale, che il suo assistito avrebbe inferto a Vaccaro sul collo. La notte del delitto gli amici del giovane, dopo averlo visto sanguinante, non lo avevano portato subito in ospedale. Erano rientrati in casa e solo in un secondo momento si erano diretti in pronto soccorso. L’avvocata del 16enne accusato ha sempre sottolineato la necessità di verificare se dei soccorsi immediati avrebbero potuto salvare la vita al ragazzo siciliano. La posizione di Ricotti non cambia, rispetto a quanto dichiarato già nei giorni successivi al delitto. «Quel che è certo è che c’è stata una colluttazione e che al culmine di questa c’è stato un fendente – aveva detto –. Tutto il resto, comprese le varie responsabilità da attribuire ai diversi protagonisti di questa vicenda, si potrà definire anche grazie all’autopsia». Sull’omicidio dell’area Cattaneo rimane anche il dilemma dell’arma utilizzata dal 16enne per colpire Vaccaro. Accertato che la ferita è stata inferta con un oggetto contundente (o una piccola lama o un punteruolo), questo non è mai stato ritrovato. Un altro minorenne, che era nello stesso gruppo del 16enne e come gli altri membri è indagato per concorso in omicidio e omissione di soccorso, ha raccontato agli inquirenti di non sapere che l’amico avesse un coltello. «C’è stato un battibecco per le pizze, ricordo che uno dell’altro gruppo è venuto addosso al mio amico, io mi sono messo in mezzo – aveva spiegato l’indagato durante una ricostruzione fatta nei luoghi del delitto nei giorni successivi –. Ho visto il mio amico che gli dava un colpo all’addome, ma non pensavo fosse un coltello». Cambio di cella Dopo i fatti dell’area Cattaneo avvenuti nella notte, già nel pomeriggio del giorno successivo la polizia aveva individuato il presunto assassino. Gli agenti erano entrati in casa del 16enne, l’avevano perquisita e poi lo avevano portato via. Dopo un interrogatorio, il ragazzo era stato portato al carcere minorile Cesare Beccaria di Milano. Nella stessa struttura nei giorni seguenti era stato ascoltato dalla giudice per le indagini preliminari. Dopo una serie di problemi con altri detenuti, verificatisi nelle scorse settimane, gli avvocati hanno chiesto e ottenuto che venisse trasferito in un altro istituto penitenziario. «Prossimamente andrò a colloquio con il nostro assistito, che ora si trova in carcere in provincia di Benevento», fa sapere il legale Fabrizio Gnocchi. Il 16enne sarebbe stato preso di mira da altri detenuti, che in alcuni episodi lo avrebbero aggredito con violenze fisiche e psicologiche. Per quel che riguarda l’autopsia, Gnocchi non si sbilancia. «Abbiamo nominato un secondo consulente (D’Agostini era già stata nominata a fine aprile, ndr). Appena avremo la consulenza faremo le opportune valutazioni o osservazioni». Servirà ancora qualche giorno, poi l’esito dell’esame potrà dire qualcosa di più sulle cause della morte di Gabriele Vaccaro.
Trasferito il 16enne arrestato per l’omicidio di Gabriele Vaccaro, ucciso all’area Cattaneo di Pavia
Il minore portato dal Beccaria a Benevento: «Problemi con altri detenuti»






