di
Gaia Piccardi
Nel 2019 è stato il primo giapponese a conquistare il torneo junior di Wimbledon. In quell’edizione, tra gli aspiranti stregoni, c’erano Rune, Lehecka, Nakashima, un certo Carlos Alcaraz
In un pianeta tennis popolato da onnivori, Shintaro Mochizuki da Kawasaki, prefettura di Kanagawa, Giappone, classe 2003, è uno dei pochi erbivori in circolazione.Tosando il verde con i suoi colpi sapienti, il ragazzo uscito dalle qualificazioni ha eliminato Rafa Jodar, primo figlio legittimo di Sinner, e stasera cercherà di riservare lo stesso trattamento a Jannik, il titolare del gioco d’attacco da fondocampo che finora aveva visto solo alla televisione. «Sono emozionato ma mi sento anche un po’ strano — racconta con l’espressione buffa di chi passa dagli ottavi di Wimbledon per caso —. Come tennista, credo di essere unico: colpisco piatto e scendo a rete molto più di tanti altri giocatori di questa generazione. Loro tirano una gran botta di servizio, e via. Io ci ho provato, ma non ci riesco. E allora provo a vincere a modo mio».
È Mochizuki, un Ufo planato su Church Road dalla Florida, dove risiede da quando — dodicenne — venne arruolato all’accademia dell’Img di Bradenton, il quarto step di crescita richiesto a Sinner in questo torneo di scoperte e ricerca di sé tra i fili d’erba, dopo essersi perso sulla terra di mattone parigina.










