HomePesaroCronacaDole a tutto mercato per risalireMentre la Vuelle muove a rilento i primi passi nel mercato estivo, le altre squadre non stanno certo a guardare...Rimini vuole provare a salireRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMentre la Vuelle muove a rilento i primi passi nel mercato estivo, le altre squadre non stanno certo a guardare e a poco a poco stanno completando lo scacchiere a disposizione. Anche neopromosse come Montecatini, Caserta e Vigevano iniziano a ufficializzare conferme e nuovi volti. Ma sono le più ambiziose a smuovere l’interesse principale degli addetti ai lavori. E’ certamente ancora prematuro, ma si può già iniziare a vedere chi si contenderà i primi posti di classifica il prossimo anno. Sassari, l’unica retrocessa dal piano superiore, è forse una delle più indietro, ma conferma di voler subito risalire piazzando un colpo da novanta col play della nazionale canadese Kajami-Keane, con anni di esperienza in Europa e nelle coppe. E con lui 3 italiani da piani alti: Jeff Brooks, Alessandro Grande e infine Simone Aromando, che a Pesaro ha lasciato solo buoni ricordi. La finalista degli ultimi due campionati di A2 Dole Rimini, che ci vuole riprovare per il terzo anno consecutivo, mantenendo l’intelaiatura di altissimo livello di quest’anno (Tomassini-Marini-Denegri-Simioni-Leardini), ai quali ha aggiunto elementi di qualità come Mattia Udom e Saverio Bartoli. Mancano solo i due stranieri. Poi l’ambiziosa Livorno, che ha confermato Tiby, miglior straniero dello scorso campionato e con lui anche Valentini, Piccoli, Penna, Tozzi, Filoni e il Big Man Possamai. A questi ha aggiunto l’esperienza di Cournooh e la forza di Vildera. Altra contendente al trono dell’A2 sarà probabilmente ancora la Fortitudo. Salutato Caja per Cavina, ha ricostruito attorno ai veterani Fantinelli, Sorokas, Sarto, Anumba e Mazzola. A cui si sono già aggiunti giocatori del calibro di Zanelli, Guariglia e Massimiliano Moretti. E la Vuelle? E’ in attesa dei saldi di luglio-agosto, come l’anno scorso, dove però a pensarci bene, non andò poi così male.