Roma, 5 luglio 2026 – Mentre il percorso dell’Ucraina verso l’Unione europea prosegue, si rafforza il suo coinvolgimento nel processo di costruzione di una difesa europea. Venerdì scorso la Commissione ha compiuto un passo concreto verso cinque grandi progetti comuni di difesa, coinvolgendo anche l’Ucraina, oltre alla Norvegia. L’integrazione di Kiev nella difesa europea era già iniziata: con SAFE, Azione per la sicurezza dell’Europa, ovvero prestiti a sostegno soprattutto di investimenti e acquisti comuni nella difesa, che vede numerosi Stati includere progetti con l’Ucraina; con EDIP, Programma europeo per l’industria della difesa, che mira a rafforzare e integrare la base industriale europea della difesa, compresa la cooperazione con l’industria ucraina.

I progetti militari

Ora però Kiev dovrebbe partecipare anche a due progetti destinati direttamente alla sicurezza del continente: uno su droni e sistemi anti-drone e l’Eastern Flank Watch. Essa è dunque destinata a essere non solo Paese da sostenere, ma partner nella costruzione della sicurezza del continente.

Ma l’Ucraina non è e non sarà un partner qualunque. Non solo perché è il Paese che difendendo sé stesso è direttamente coinvolto nella difesa militare del fronte orientale europeo, di questa Europa che va facendosi sempre più soggetto politico, attraverso le istituzioni dell’Unione, ma anche mediante le geometrie variabili che si muovono attorno a essa.