Elena Ugolini, consigliera regionale Rete Civica, leggendo i dati della relazione al Parlamento avverte: «Bologna ha un problema serio»Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Bologna ha un problema serio". Spinge il pulsante dell’allarme rosso la consigliera regionale di Rete Civica Elena Ugolini nella disamina dei dati forniti dalla relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. Una relazione che pone Bologna in cima per parecchie voci legate al consumo di stupefacenti, richiamate anche dalla stessa Ugolini, che spiega: "Le analisi ambientali e le persone che ogni giorno arrivano ai servizi lo confermano. Ma questi numeri rivelano anche il limite di una cultura che confonde la libertà con l’assenza di qualsiasi limite. Essere liberi non significa poter assumere qualsiasi sostanza. Ma significa poter costruire il futuro senza essere dominati da qualcosa che rende progressivamente meno padroni di se stessi". Dominati da sostanze dannose per l’oganismo, su cui Ugolini si focalizza ancora.

"Il problema, però, non è soltanto sanitario. È anche culturale – sostiene Ugolini –. Da anni a Bologna una parte della politica presenta la legalizzazione della cannabis come una battaglia di libertà. Il Comune ha inoltre scelto di finanziare la distribuzione di pipe per fumare crack, sostenendo che si tratti di riduzione del danno – affonda il colpo la consigliera –. Chi vive una dipendenza deve essere curato, protetto dai rischi sanitari e accompagnato con rispetto. Il problema nasce quando amministrare il consumo rischia di diventare il centro della politica pubblica, mentre prevenzione, educazione e l’obiettivo di aiutare le persone a uscire dalla dipendenza restano sullo sfondo". Elena Ugolini richiama quindi un episodio risalente al 26 giugno, quando "alcuni dirigenti e attivisti radicali hanno organizzato in piazza Verdi una fumata pubblica di cannabis, definendola una ’disobbedienza civile’ per la legalizzazione. Dopo essere stati identificati dalle forze dell’ordine e segnalati per detenzione di cannabis a uso personale, hanno accusato gli agenti di aver impiegato oltre dieci uomini, due volanti e la polizia scientifica per ’reprimere quattro canne’".