Continuano gli attacchi israeliani in Cisgiordania, dove nei giorni scorsi l’esercito ha confiscato e livellato vari appezzamenti di terreno. Nella campagna adiacente al villaggio di Zububa, a nord-ovest di Jenin, i bulldozer israeliani hanno sradicato circa cinque ettari di alberi d’ulivo, distruggendone oltre 500, su una proprietà privata coltivata dai residenti e collocata in area C, sotto il controllo amministrativo e militare dell’esercito israeliano.
«SONO ARRIVATI la mattina senza preavviso e hanno cominciato a distruggere gli alberi. Un uomo, proprietario di uno dei terreni, si è avvicinato per chiedere spiegazioni e i soldati hanno sparato in aria per cacciarlo», ha raccontato al manifesto Obada Tahanya, giornalista che ha ripreso la scena. «La scusa è sempre la stessa: ragioni di sicurezza, questa volta in virtù della vicinanza della zona al muro», che divide la Cisgiordania da Israele.
Il giorno prima, «hanno messo in lockdown il villaggio, ispezionando le case e intimidendo i residenti. Per molte ore hanno bloccato le strade rovesciando terra e detriti, è successo già varie volte quest’anno», spiega Tahanya. E ancora: «La parte residenziale di Zububa ricade interamente in Area A e dovrebbe essere sotto controllo amministrativo e militare dell’Autorità palestinese, ma ormai le forze di occupazione agiscono indiscriminatamente senza fare differenza tra area A, B o C».






