Flavio Cobolli rimonta Khachanov dopo quasi quattro ore di battaglia e vola agli ottavi di Wimbledon: sfiderà de Minaur. Poi svela il significato dell’esultanza: era una scommessa con il suo allenatore per imitare Matheus Cunha.

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Sembrava una giornata destinata a complicarsi irrimediabilmente dopo un primo set perso 6-0, e anche il terzo parziale aveva fatto pensare al peggio. Invece Flavio Cobolli ha tirato fuori carattere, qualità e una straordinaria forza mentale, rimontando Karen Khachanov in cinque set e conquistando per il secondo anno consecutivo gli ottavi di finale di Wimbledon. Il punteggio finale recita 0-6, 7-6(4), 6-7(5), 6-2, 6-2 al termine di una battaglia durata quasi quattro ore.

La svolta arriva all'inizio del quarto set. L'azzurro, anche alle prese con qualche fastidio fisico, annulla tre palle break consecutive da 0-40 in un turno di battuta fondamentale, chiudendo l'ultimo punto con uno scambio lunghissimo. È il momento in cui la partita cambia direzione: Cobolli prende fiducia, cresce col passare dei game e mette alle corde il russo. Da quel momento Khachanov perde lucidità e aumenta gli errori, mentre l'italiano alza il livello del suo tennis. Difende con grande efficacia, varia il gioco con smorzate e discese a rete e nel quinto set trova il break decisivo grazie a un game spettacolare, impreziosito anche da un rovescio a una mano in corsa. A chiudere il match è una splendida palla corta di diritto, che gli vale il pass per la seconda settimana dello Slam londinese.